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Organo Fratti 2009 Opus IV

L’organo costruito per l’auditorium dell’Associazione Culturale Monsignor Celestino Eccher è fortemente ispirato agli strumenti classici del Rinascimento italiano, con particolare riferimento alla scuola degli Antegnati e più in generale a quella dell’Italia settentrionale, non solo per quanto concerne le caratteristiche foniche, ma anche dal punto di vista meccanico e costruttivo.

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Lo strumento, con un’estensione da Do1 a Do5, è impostato sulla base di un Principale di 8’, tutto in stagno al 95% e in prospetto dal Fa1 di 6’. I registri di ripieno, il Fiffaro  e i Flauti sono costruiti in lega di piombo al 98% e stagno al 2%, a partire da  le lastre spessorate e restremate mediante martellatura manuale. Il somiere, in noce italiano,  è del tipo “a vento” su modello antegnatiano. Le proporzioni dei ventilabri, il punto di attacco del tirante, la tipologia di catenacciatura e di leveraggio della tastiera conferiscono il  caratteristico tocco  estremamente preciso e leggero,  che è una prerogativa di questi strumenti.
L’adozione di un temperamento mesotonico e dei tasti enarmonici caratterizzano ulteriormente lo strumento consentendo di sfruttare al meglio le caratteristiche timbriche, armoniche e musicali di questo tipo di accordatura
L’aggiunta alla tavolozza classica dei registri di un registro di Cornetta nei soprani e di un Regale diviso in bassi e soprani permette di estendere notevolmente le possibilità espressive dell’organo
Il vento è fornito da tre mantici a cuneo, con caricamento mediante corde e carrucole.

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La cassa, al pari dello strumento stesso, s’ispira ai modelli estetici rinascimentali i quali a loro volta ripercorrono gli stilemi dell’arte classica antica greco-romana.
La facciata ricorda quella di un tempio in antis in sobrio stile ionico. L’arte delle Muse, espressione del bello, del perfetto  tocca nel rinascimento altezze “divine” e l’organo ne interpreta la trascendenza. Gli intagli sulle legature richiamano le decorazioni “a grottesche”, ulteriore interpretazione rinascimentale dei superbi affreschi che proprio allora affioravano dalle viscere della città eterna. La scelta dell’acero europeo quale essenza per la costruzione della cassa e degli intagli consente di accentuare ancora di più la pulizia delle linee classiche del prospetto che incornicia le canne di facciata e l’apparato scultoreo, grazie all’omogeneità della venatura e il bel colore caldo che la finitura a olio conferisce su superfici piallate a mano. L’interno della cassa dipinto con il tradizionale rosso, che traspare in diverse sfumature dai riquadri aperti sulla trabeazione che poggia sui capitelli,  evidenzia  in maniera decisa il disegno delle 5 campate di canne del Principale, suddivise da semicolonne riccamente intagliate.
La superficie frontale dei due plinti è stato un richiamo irresistibile per l’inserimento di una frase scolpita che potesse essere felicemente associata al contesto culturale in cui l’organo è inserito:“Docendo Discitur”, espressione  ripresa da Seneca che nelle Lettere Morali a Lucilio libro I, VII scrive:"Homines dum docent discunt".  Un’esortazione filosofica, un invito a reinterpretare l’insegnamento socratico che nella conoscenza di sè, nella consapevolezza del proprio limite identifica il primo passo  verso il sapere.

Nota di Marco Fratti

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DISPOSIZIONE FONICA

Principale                   (8’, in prospetto dal Fa1 di 6’)
Ottava                        
Quintadecima
Decimanona               (rit. Fa#4)
Vigesimaseconda        (rit. Do#4)
Vigesimasesta             (rit. Fa#3, Fa#4)
Vigesimanona             (rit. Do#3, Do#4)
Flauto in Ottava
Flauto in Duodecima
Cornetta
Fiffaro                        (da Do#2)
Regale bassi
Regale soprani

Divisione bassi/soprani:  Do3/Do#3
Tastiera: 45 note (Do1-Do5) con prima ottava corta e tasti enarmonici per Mib2,3,4 e Sol#2,3
Pedaliera: 14 note (Do1-Fa2) del tipo “a leggio” costantemente unita alla tastiera
Temperamento: Mesotonico
Diapason: 440 Hz a 18°
Pressione del vento: 38 mmH2O